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venerdì 30 settembre 2022

Come divenni Beniamino Gigli (1937)

Come divenni Beniamino Gigli (1937)
 

COME DIVENNI BENIAMINO GIGLI:
(...) Andando a Roma, nutrivo la speranza di potere essere accolto nella Schola cantorum di don Lorenzo Perosi. Dirò di più: a quella speranza era affidata anche la risoluzione del problema della vita: era affidato tutto. Disgraziatamente, alla scuola di don Perosi potevano essere ammessi soltanto i ragazzi di quindici anni: io ne avevo tre di più. Dovetti cercar lavoro d'urgenza. Lo trovai prima in una farmacia, poi nell'Archivio fotografico del Ministero della Pubblica Istruzione (allora si chiamava così). C'eravamo allogati, Catervo ed io, in una stanzetta sotto i tetti, alla Passeggiata di Ripetta, numero 25. Una stanzetta che mi ritorna, con affettuosa tenerezza, alla memoria ogni volta che canto la "Bohème". Unico conforto, il bel cielo romano e la nostra fiduciosa giovinezza. Il lavoro non bastava sempre a garantirci la cena (...)
Eppure, io sono contento di avere allora sofferto la fame, il freddo, la miseria. E' stata la mia scuola. Ho imparato a conoscere la vita, a conoscere gli uomini. Mi ha insegnato la necessità spirituale e la bellezza incomparabile della bontà, della solidarietà umana. Che cosa importano la ricchezza e la gloria? Che cosa valgono tutti i trionfi, quando non c'è, dentro il petto, un cuore che palpiti e senta? La mia voce un giorno tacerà; si spegneranno queste sue vibrazioni; si romperanno questi suoi impeti di sonorità. Che resterebbe di me, allora, all'infuori di qualche disco, se non lasciassi il segno della mia umanità? Uomo tra gli uomini, sono; cuore vivo in mezzo ai cuori vivi; bisogna che resti buon ricordo di me uomo, se voglio che la mia vita assolva degnamente ai suoi doveri religiosi e morali.
Per tornare a Roma, dopo molti tentativi, riuscii ad essere ammesso alla scuola di canto di Santa Cecilia, col maestro Rosati. Naturalmente, ci fu di mezzo una borsa di studio, se no non sarei mai riuscito a varcare quelle porte. Studiai due anni: con molto profitto. La mia voce si maturò, si formò, si plasmò. Diventai quel che si dice un tenore.
Ma quello che mi aprì le porte del Teatro, è stato il concorso di Parma, del 1914. (...)

(da: "Come divenni Beniamino Gigli", in: "LA LETTURA: Rivista mensile del 'Corriere della Sera'", maggio 1937)


 


sabato 16 gennaio 2021

Beniamino Gigli incontra il compositore Lorenzo Perosi - 23 dicembre 1932

 


"... Venni da Recanati a Roma, accompagnato da un mio fratello, col proposito fermo di essere assunto nel coro della Cappella Sistina. Vana speranza; amara delusione, ché la mia età era di poco superiore a quella prescritta per l'ammissione alla Sistina. Da allora son trascorsi più di venti anni. Ieri, trovandomi presso Castel Sant'Angelo, i vecchi e non spenti ricordi si ridestarono; e, detto fatto, mi trovai sulla soglia della sua cameretta presso la casa di fratel Damaso. Non vi entrai subito. Mi arrestai ad ascoltare il maestro che suonava al piano, una pagina di musica classica col suo inimitabile magnifico tocco. Poi mi trovai, e con quale e quanta commozione, dinanzi a don Lorenzo. Si rievocò, naturalmente, il tempo della mia mancata ammissione al coro della Sistina. 
E Perosi: «Adesso, caro Gigli, si farebbe un'eccezione, quanto all'età, visto i progressi che l'ex mancato corista ha fatto»
Risposi: «Ben lieto e felice, ma ad una condizione, di cantare qualche 'a solo' di musica perosiana»
Così colsi l'occasione  per pregarlo di comporre un pezzo per la mia voce. Sarebbe il solo modo per compensarmi della 'protesta' e della delusione subite, allora.
Perosi sorrise, dicendo che la sua musica valeva così poco che non poteva interessare un'artista come me. Ah, la modestia sconfinata d'un musicista così geniale! Ma, a furia d'insistere, mi accomiatai da lui con una mezza promessa. Io sogno, pregusto già la gioia d'interpretare una pagina sublime del grande Maestro! ..."

-Intervista a Beniamino Gigli - Roma, 23 dicembre 1932


Pubblicato a cura
dell'Associazione Beniamino Gigli
e del Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano
"Beniamino e Rina Gigli" di Recanati